Vezzano Ligure

IL PAESE E LA SUA STORIA

Vezzano Ligure assume una posizione centrale nella geografia spezzina. Il suo territorio mette in comunicazione tre dei quattro “distretti” spezzini come il Golfo, la val di Magra e la val di Vara.
Vezzano Ligure si trova nella Bassa Val di Magra. Formato da due borghi distinti (Vezzano Inferiore e Superiore), esso appare arroccato su un colle a dominio della confluenza tra i fiumi Vara e Magra.

Vezzano esistono tre tipologie di strutture difensive : nella parte alta sorge il castello, oggi ridotto a rudere, con resti di una torre d’avvistamento a pianta quadrata; nella parte bassa un palazzo fortificato, con tracce di antiche fortificazioni, ed una alta torre pentagonale del XIII secolo.

Si presume che fosse il borgo superiore, ove sono anche i ruderi del castello, l’oggetto della prima menzione registrata nel 963 nel diploma di Ottone I nel quale vengono elencati tutti i territori infeudati dall’imperatore al vescovo di Luni.

Vezzano inferiore svolge una funzione strategica, controlla la confluenza Vara Magra, punto nevralgico delle vie di comunicazione antiche e moderne della bassa Lunigiana, Vezzano Superiore il Golfo della Spezia. La funzione strategica dei due borghi sembra quindi, in origine, complementare dato che da Vezzano inferiore non si vede il Golfo mentre si dominava perfettamente la Via Francigena.

Nel XVI secolo quando Papiro Picedi di Arcola trasformò l’antico castello di Vezzano inferiore in palazzo residenziale in occasione delle nozze con Maria Spinola avvenuto nel 1578. La distruzione del castello di Vezzano superiore è forse riconducibile all’ampliamento rinascimentale del borgo.

Vezzano Basso è dominata dal secondo castello del borgo, attualmente noto come Palazzo Giustiniani. Associata al castello, al quale anticamente era collegata da un ponte di legno, è la torre pentagonale, edificata nel XII secolo con funzione di difesa e avvistamento della vallata circostante.

La torre, ha il vertice rivolto verso la zona da controllare e grazie alla sua forma risultava anche più facile da difendere. L’accesso alla torre è posto in quota, per garantire una maggiore sicurezza a chi vi cercava rifugio. A Vezzano sopravvivono ancora dei resti della cinta medievale e una torre cilindrica. Solo durante l’età rinascimentale il borgo fu ampliato grazie all’aumento di prestigio e benessere economico della popolazione, ma la ricchezza di Vezzano ebbe la definitiva battuta d’arresto nel XVI secolo quando si scontrò con gli interessi genovesi. Per praticare il commercio era infatti preferibile utilizzare vie più agevoli rispetto al percorso montano che da qui passava, causando una grave perdita per l’economia del borgo. ​

Storia:
A partire dal 951 la Lunigiana fece parte dei territorio obertengo dove si trovavano anche quei possedimenti vescovili, tra cui Vezzano, che nel 963 l’imperatore Ottone I° confermò al Vescovo di Luni. Nell’XI secolo il borgo passò sotto il controllo dei signori di Vezzano (Domini de Vethano), i quali nel secolo XI estesero il proprio potere su molte terre e castelli sia nel golfo spezzino, sia nelle valli del Vara e della Magra.

Questi possedimenti, che constavano nei castelli di Vezzano, Carpena, Vesigna, Follo, Vallerano, Beverino, Polverana, Ripalta, Montedivalli, Madrignano, e insieme ad altre terre della Val di Magra e sul Golfo di Spezia, fra le quali Portovenere, rimasero nelle mani di questi Signori fino al XIII secolo.

Successivamente i Signori di Vezzano persero gradualmente prestigio e potere a causa di una concomitanza di fattori quali la crescente pressione esercitata da Genova e la rivendicazione degli antichi diritti da parte del vescovo di Luni; ciò li condusse, all’inizio del XIII secolo, alla rinuncia a molti diritti in favore dei Fieschi che si stavano espandendo a levante. Queste prime cessioni non lasciarono molto ai Vezzano. Nel 1253, essi furono costretti a cedere quanto era loro rimasto alla Repubblica di Genova, alla quale furono costretti a giurare fedeltà fino alla completa annessione nel 1276, anno a partire dal quale le loro sorti rimasero unite fino al dominio francese e alla successiva annessione al Regno di Sardegna prima e al Regno d’Italia poi.